
Riforma Fiscale 2011 2013 Novità su aliquote Irpef e IVA cosa cambia secondo Tremonti
- tassefisco
Scritto on 15 giu 2011 in Finanziaria Manovra DL | 0 commenti
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riforma fiscale 2010 200×199 (foto ed immagini)La nuova Legge delega per la riforma fiscale 2011 2012 e 2013 è terreno del nuovo governo per misurarsi con le ultime debacles elettorali ed ha come unico obiettivo il pareggio del Bilancio 2014 imposto dalla Comunità Europa e che dovrebbe sostanziarsi nella sostituzione di 3 aliquote Irpef in luogo delle cinque attuali abbassando la prima al 20% a cui corrisponderà un’allargamento della base imponibile ed un aumento ed un innalzamento di un punto percentuale delle aliquote IVA e si prevedono anche aumenti nella imposizione dellea tassazione delle rendite finanziarie. Si porterà anche ad una rivisitazione dei panieri di beni e servizi che hanno un’aliquota al 4% (come nel settore dei beni alimentari per la maggior parte) beni e servizi con aliquote al 10% (esempio nel settore edile), e beni e prestazioni di servizi con aliquota al 20% (aliquota ordinaria di applicazione dell’imposta sul valore aggiunto. Si parla poi di cinque imposte che dovrebbe raggruppare in sè molti altri tributi come avevano già annuanciato lo scroso anno e che potete ritrovare nell’articolo dedicato alla riforma fiscale 2011 2012.
Principi di Fondo
Il pareggio del bilancio ha ad oggetto manovre che dovranno portare necessariamente alla riduzione del deficit per il 2012 e 2013 in quanto dovrà essere a parere di Berlusconi essere strutturata a totale invarianza del gettito fiscale. E se così fosse allora la nuova legge delega per lo sviluppo avrebbe ad oggetto solo una ridefinizione della base imponibile a cui potrebbe difficilmente far fronte un aumento del gettito o misure per lo sviluppo.
La Nuova Legge Delega per la riforma fiscale dovrà portare in sè i principi che animeranno la prossime stagioni e soprattutto i prossimi Decreto Legislativi che avranno l’obiettivo di mettere in oratica quanto qui contenuto. Come abbiamo visto già nel corso dell’articolo dedicato alla riforma fiscale 2010 2011, i principi di base sono quello di uno spostamento della tassazione dalle persone alle cose, ossia una tassazione che si deve spostare più sui consumi e sulle transazioni che sulle persone.
Inoltre si cerca di avvicinire i centri di entrata a quelli di spesa ossia dal centro alla periferia ed è questo ciò che sta avvenendo con i Decreto sul federalismo fiscale e che vede un graduale depotenziamento del potere centralizzato per darlo alle regioni e ai comuni.
INoltre questo all’insegna di una maggiore semplificazione fiscale: qui si colloca questa nuova Legge Delega che cerca di ridurre le imposte a cinque imposte (immagino sostitutive) e, ai fini Irpef, solo tre aliquote.
Quadro Attuale Irpef
Da 0 a 15.000 euro abbiamo un aliquota Irpef 2011 al 23%; da 15.001 a 28.000 euro abbiamo aliquota Irpef al 27% (ovvero 3.450 euro + 27% sul reddito eccedente i 15mila euro); da 28.001 a 55.000 euro abbiamo un’aliquota Irpef al 38% (ovvero 6.960 + 38% sulla parte eccedente i 28mila euro); da 55.000,01 a 75.000 euro abbiamo un’aliquota Irpef al 41% (ovvero 17.220 + 41% sulla parte eccedente i 55mila euro); oltre 75.000 euro abbiamo un’aliquota Irpef al 43% (ovvero 25.420 + 43% sulla parte eccedente i 75mila euro).
Introduzione 3 aliquote Irpef
Il varo della riforma avrebbe ad oggetto l’introduzione o meglio la sostituzione delle odierne 5 aliquote Irpef che ricordate formano i cinque scaglioni di reddito che partono dal 23% per arrivare al 43% con cui noi siamo tassati proporzionalmente in base al nostro reddito imponibile.
Quadro Irpef Futuro
Lo scenario possibile ai fini Irpef prima di tutto possiamo dire che potrebbe essere immediato in quanto la Legge delega si può permettere con le imposte dirette Irpef quello che ai fini Iva deve prioritariamente passare per il consenso di Bruxelles in quanto ricordate che come ci siamo più volte detti l’Iva è una imposta di matrice Europea e come tali eventuali modifiche devono esserre proposte al Consiglio e accolte per essere poi applicate altrimenti si passa ad una serie di infrazioni costose.
Il primo scaglione del 23% che raccoglie i primi 15.000 euro di reddito potrebbe scendere al 20% in tal modo dando una agevolazione a tutti ma attribuendo un peso specifico maggiore a livello sociale in quanto in questa volta coloro che ne sono maggiormente incisi anche se non in valore assoluto sono i redditi di fascia più bassa in quanto per loro un risparmio di tre punti percentuali sarà maggiormente percepito come un risparmio di imposta effettivo al contrario dei redditi più alti che poco percepiranno da questa abbassamento di aliquota.
La perdita di gettito del primo scaglione Irpef sarebbe compensata con l’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie che potrebbero essere assoggetate al 20% e lasciatemelo dire potrebbe essere una giusta punizione per le conseguenze che la crisi finanziaria ha portato con sè in questi anni e per la ripresa di attività speculative ed utlizzo di derivati che si stano registrando proprio in questi giorni sulle principale piazze europee.
Quadro Attuale Iva
Attualmente abbiamo detto che esistono tre diverse aliquote Iva al 4%, al 10% e al 20% (ordinaria) e che allo studio sarebbe possibile un aumento di un punto percentuale.
Scenario Futuro Iva
Stante sempre l’accoglimento di eventuali proposte dal Consiglio Europea sarebbe previsto l’aumento di un punto percentuale ed una rimodulazione delle aliquote che in pratica sarebbe spostare alcuni beni e servizi da un paniere di aliquote ad un altro facendo giocando sugli effetti finanziari che produce l’Iva. Ricordiamo che L’iva è un tributo che si dice neutro anche se neutro non è in quanto si ha un impegno di liquidità che come ormai sanno anche gli studenti del liceo è un costo perchè impegna liquidità e disponibilità di tempo, per non parlare di coloro che sono soggetti al pro rata di detrazione Iva per i quali l’Iva diviene un costo secco.
Tassazione delle rendite finanziare
Potrebbe essere anche applicata una tassazione ordinaria sostitutiva anche nel campo delle rendite finanziarie al pari di quanto è avvenuto con la cedolare secca e che ora potrebbe essere allargato anche alle rendite sui prodotto finanziari e che attualmente si sostanzia (sintetizzando non poco) in una tassazione del 27% dei proventi derivanti dalle disponibilità sui conti correnti ossia sugli interessi attivi di banca che maturano giornalmente ed una tassazione del 12,50% a titolo di imposta sulle cedolale che sono staccate per i titoli di stato, bot cct, ecc.
L’effetto potrebbe portare ad una generale semplificazione della perczione del guadagno netto derivante dall’impiego della propria liquidità ed un aumento degli investimenti in borsa.
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